Il DNA delle piante diventa un codice a barra

Il DNA bar coding è un metodo tassonomico che utilizza dei marcatori genetici per stabilire l’appartenenza degli organismi a una specie particolare. Si tratta di scegliere, all’interno dell’intera sequenza di DNA mitocondriale, un particolare tratto in grado di discriminare le specie in modo univoco. In questo modo si può costruire un sistema universale per classificare la biodiversità del pianeta. Una specie di codice a barra.

Per gli animali esiste un archivio di circa 60.000 specie basato su una particolare regione di DNA concordata nel 2003. Per le piante è stato più difficile trovare la sequenza giusta, a causa dell’estrema complessità della loro genetica, ma finalmente adesso è stato trovato un accordo internazionale su due sequenze di DNA che d’ora in poi formeranno questa sorta di “codice a barra” delle piante terrestri.
Per identificare una pianta usando il bar coding basterà una piccola porzione di tessuto. Questo metodo di classificazione potrà essere usato per individuare il commercio illegale di specie protette, identificare organismi invasivi o specie tossiche e per contribuire a risolvere indagini giudiziarie. Lo scopo principale sarà comunque la classificazione delle specie in zone particolarmente interessanti in quanto a biodiversità.
Il nuovo codice identificativo potrà essere usato per classificare le circa 400.000 specie di piante terrestri che i botanici stimano esistere sul  pianeta. Si inizierà  tra qualche mese con il progetto Tree-Bol che intende classificare le 100.000 specie di alberi.
Per il futuro inoltre si cercherà di perfezionare ancora il sistema per riuscire a risolvere anche quei casi dubbi, che si potranno presentare per le specie ibride, dove il codice appena messo a punto potrà solo dare delle indicazioni di massima.