I Relatori:
Franco Cardini
Nato a Firenze nel 1940, nel 1966 si laurea a pieni voti nell’università della stessa citta, con una tesi in Storia Medioevale. Inizia subito la sua intensa e prestigiosa carriera universitaria, specializzandosi presso il Centre d'Etudes Superieures de Civilisation Médiévale di Poitiers, l’Università di Mosca, l'Università di Parigi Sorbonne e l'Ecole Pratique des Hautes Etudes.
Dal 1971 è Professore Incaricato di Storia Medioevale all’Università di Firenze, cattedra che ricoprirà poi come Associato e, dal 1989 ad oggi, come Professore Ordinario. Oltre ad attività didattiche in altre università italiane, ha tenuto vari corsi all’estero (Parigi, Poitiers, Gottingen, Barcellona, Burlington, Turku, Sao Paulo, Amman, Gerusalemme, Alcalà de Henares e Berlino) ed è stato inoltre fellow della Harvard University e docente di Italian History and Culture presso il Middlebury Colleg nel Vermont (USA).
È stato o è membro di importanti comitati, come la Commissione Nazionale Italiana dell'UNESCO, il Consiglio di Amministrazione dell'Ente Cinema, poi Cinecittà Holding, il Consiglio Scientifico del Salone del Libro di Torino, il Comitato Scientifico dell’istituto Storico Italiano per il Medioevo (Roma), l’Istituto di studi Umanistici (Firenze) e il Consiglio d'Amministrazione della RAI.
Intensa la sua produzione specialistica ed editoriale, grazie alla quale si è aggiudicato numerosi premi e onorificenze. Collabora regolarmente con importanti testate come Il Sole-24 Ore, Avvenire, Il Tempo, Il Secolo XIX, Il Mattino. La Gazzetta del Mezzogiorno, L’Eco di Bergamo e Liberal e viene frequentemente chiamato come esperto di storia a trasmissioni radiofoniche e televisive.
Vito Mancuso
Nato nel 1962 a Carate Brianza da genitori siciliani, dopo il liceo classico statale a Desio (Milano), inizia lo studio della teologia nel SeminarioArcivescovile di Milano, dove al termine del quinquennio consegue il Baccellierato, primo grado accademico in teologia. All’età di 23 anni e sei mesi viene ordinato sacerdote dal cardinale Carlo Maria Martini ma, a distanza di un anno, chiede di essere dispensato dalla vita sacerdotale e di dedicarsi solo allo studio della teologia. Dietro indicazione del cardinal Martini vive due anni a Napoli presso il teologo Bruno Forte (attuale arcivescovo di Chieti e Presidente della Commissione Episcopale per la Dottrina della Fede della CEI), sotto la cui direzione consegue il secondo grado accademico, la Licenza, presso la Facoltà Teologica San Tommaso d’Aquino.
Inizia quindi la sua attività editoriale per vari editori (Piemme, Mondadori, San Paolo, ancora Mondadori) proseguendo lo studio della teologia per il terzo e conclusivo grado accademico e conseguendo nel 1996 il Dottorato, con il punteggio di 90/90 summa cum laude. Tesi dottorale: La salvezza della storia. La filosofia di Hegel come teologia, primo relatore Piero Coda, attuale Presidente dell’Associazione Teologica Italiana. La tesi è stata in seguito pubblicata da Piemme col titolo Hegel teologo e l’imperdonabile assenza del Principe di questo mondo.
Ricevuta la dispensa papale, si è sposato in una parrocchia milanese con Jadranka Korlat, ingegnere civile. Dal matrimonio sono nati Stefano nel 1995 e Caterina nel 1999.
La popolarità mediatica giunge nel 2007, dopo la pubblicazione per l’editore Cortina di L’anima e il suo destino, un bestseller da oltre centomila copie con traduzioni in altre lingue e una poderosa rassegna stampa, radiofonica e televisiva. E’ stato collaboratore de Il Foglio ed è editorialista de La Repubblica.
Ospite di numerosi programmi di successo, come L’infedele di Gad Lerner, Che tempo che fa di Fabio Fazio, Le Storie di Corrado Augias, Otto e mezzo, Maurizio Costanzo show, TG1, Unomattina e TG2, è oggetto di discussioni e polemiche per le posizioni non sempre allineate con le gerarchie ecclesiastiche, sia in campo etico sia in campo strettamente dogmatico.
Edoardo Boncinelli
Attualmente insegna Fondamenti Biologici della Conoscenza all’Università Vita e Salute dell’Istituto San Raffaele di Milano, dopo essere stato direttore della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) con sede in Trieste ed aver guidato importanti laboratori di ricerca in Biologia Molecolare dello sviluppo, prima all’Istituto internazionale di Genetica e Biofisica del CNR di Napoli e poi all’Istituto San Raffaele di Milano.
Membro della Academia Europea, della Organizzazione europea per la Biologia Molecolare e della Human Genome Organization, è stato Presidente della Società Italiana di Biofisica e Biologia Molecolare.
Laureato in Fisica, si è però dedicato allo studio della genetica e della biologia molecolare degli animali superiori e dell’uomo, individuando alcuni geni che svolgono un ruolo fondamentale nel controllo dello sviluppo del corpo e della formazione del cervello.
E’ editorialista de Il Corriere della Sera e tiene la regolare rubrica Appunti di Laboratorio su Le Scienze. Tra i suoi numerosi libri di divulgazione scientifica: I nostri geni (Einaudi,1988), Il cervello, la mente e l’anima (Mondadori, 1999), La serva padrona. Fascino e potere della matematica (Cortina, 2000 con Umberto Bottazzini), E ora? La dimensione umana e le sfide della Scienza (Einaudi,2001 con Umberto Galimberti e Giovanni Pace), Genoma, il grande libro dell’uomo (Mondadori,2001), Io sono, tu sei (Mondadori, 2002), Tempo delle cose, tempo della vita, tempo dell’anima (Laterza, 2003), Il posto della Scienza (Mondatori, 2004), Verso l’Immortalità? (Cortina, 2005, con Galeazzo Sciarretta), L’anima della tecnica (Rizzoli, 2006), Come nascono le idee (Laterza, 2008), Perché non possiamo non dirci darwinisti (Rizzoli, 2009), Mi ritorno in mente (Longanesi, 2010), Lettera a un bambino che vivrà 100 anni (Rizzoli, 2010).
Roberto Sitia
Nato a Genova nel 1953, si laurea con lode in Medicina nel 1977 presso l’Università di Genova e consegue nella medesima la specializzazione in Ematologia nel 1980. Dal 1980 al 1982 è Assistente alla cattedra di Immunologia e Trapianti presso l’Università di Genova. Nel 1982 passa all’Istituto Scientifico Tumori di Genova, come Assistente nel Laboratorio di Biologia Molecolare e dal 1986 come Aiuto in Immunogenetica.
Nel 1990 si trasferisce al San Raffaele di Milano, dove contribuisce alla nascita prima del DiBiT, un centro di ricerca biomedica rapidamente impostosi nel panorama internazionale, e poi della Facoltà di Medicina dell’Università Vita e Salute. Svolge fruttuosi periodi di ricerca presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York (USA, 1978-80) e il Laboratory of Molecular Biology di Cambridge (UK, 1986-87), imponendosi come un leader nel campo dei meccanismi di produzione e rilascio degli anticorpi e delle proteine in generale.
Nel 1992 viene eletto membro della prestigiosissima European Molecular Biology Organisation (EMBO), nella quale presiede il Comitato Scienza e Società dal 2002 al 2007. E’ tra i fondatori dell’European Life Sciences Organisation (ELSO) e contribuisce alla riorganizzazione della scienza europea che culmina col lancio dell’European Research Council.
Attualmente è Professore di Biologia Molecolare presso l’ Università Vita e Salute e Direttore della Divisione di Genetica e Biologia Cellulare presso l’Istituto Scientifico San Raffaele.
Membro di importanti associazioni di ricerca nazionali ed internazionali, è autore o coautore di una vasta produzione scientifica sulle principali riviste internazionali Peer Rewieved.
Giulio Giorello
Si è laureato in Filosofia nel 1968 e in Matematica nel 1971, presso l'Università degli Studi di Milano, come fece a suo tempo anche il suo famoso maestro Ludovico Geymonat. Ha quindi insegnato dapprima Meccanica Razionale presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università degli studi di Pavia, per poi passare alla Facoltà di Scienze presso l'Università degli Studi di Catania, a quella di Scienze naturali presso l'Università dell'Insubria e infine al Politecnico di Milano.
Attualmente ricopre la cattedra di Filosofia della Scienza presso l'Università degli Studi di Milano; è stato inoltre Presidente della SILFS (Società Italiana di Logica e Filosofia della Scienza). Dirige, presso l'editore Raffaello Cortina di Milano, la collana Scienza e idee. Collabora come elzevirista alle pagine culturali del quotidiano milanese Corriere della Sera.
Divide i suoi interessi tra lo studio di critica e crescita della conoscenza, con particolare riferimento alle discipline fisico-matematiche, e l'analisi dei vari modelli di convivenza politica; infatti, dalle sue prime ricerche in filosofia e storia della matematica, i suoi interessi si sono poi ampliati verso le tematiche del cambiamento scientifico e delle relazioni tra scienza, etica e politica. Si è affermato dapprima come studioso di Storia della Scienza - in particolare le dispute novecentesche sul "metodo" - e di storia delle matematiche (Lo spettro e il libertino). Nel 1981 ha curato con Marco Mondadori l'edizione italiana di Sulla libertà di John Stuart Mill, avviando - in un certo senso - una rinascita teorico-politica degli studi sul pensatore inglese.
Tra i suoi più noti saggi: Prometeo, Ulisse e Gilgamesh (Cortina, 2004), Di nessuna chiesa (Cortina, 2005), Libertà. Un manifesto per credenti e non credenti (2008 con Dario Antiseri), Lo scimmione intelligente (Rizzoli, 2009 con Edoardo Boncinelli) e il recente Senza Dio (Longanesi, 2010).
Giacomo Canobbio
Monsignor Giacomo Canobbio, 63 anni, è stato presidente dell’Associazione Teologica Italiana dal 1995 al 2003, ed è certamente uno dei più qualificati teologi italiani. Docente di Teologia sistematica al Seminario di Brescia e alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, Canobbio appartiene a quella generazione di teologi che costituisce una sorta di “cerniera” tra i pionieri di fine anni ’60 e quelli che si sono affacciati alla “scienza di Dio” solo più di recente.
Tra i suoi numerosi libri: Di fronte alla morte (Morcelliana, 2009) scritto con Flavio Dalla Vecchia e Renato Tononi, Il destino dell’anima. Elementi per una teologia (Morcelliana, 2009), Nessuna salvezza fuori dalla Chiesa? Storia e senso di un controverso principio teologico (Queriniana, 2009).
Beppino Englaro
La figura umana e pubblica di Beppino Englaro è strettamente legata alla drammatica vicenda della figlia Eluana, caduta in coma con paresi totale nel gennaio del 1992, in seguito ad un incidente automobilistico. Dopo sette anni di vani tentativi di recupero, i familiari, resisi conto della irreversibilità della situazione, hanno chiesto per via giudiziaria la sospensione dell’alimentazione forzata, certi di interpretare la volontà della figlia di non essese tenuta in vita vegetativa qualora si fosse venuta a trovare in analoga situazione: a supporto di questa convinzione, hanno addotto diverse testimonianze.
Il percorso giudiziario si è protratto con contrastanti decisioni e in diverse sedi per ben nove anni, fino ad una sentenza della Cassazione in data 13 novembre 2008 favorevole alla richiesta della famiglia. Ma la polemica e il clamore mediatico che l’avevano accompagnata non si sono spenti, giungendo in parlamento e alla iscrizione di un ministro nel registro degli indagati. Intanto, associazioni, movimenti di opinione e singoli cittadini si schieravano animosamente e manifestavano a favore dell’una e dell’altra tesi.
Trovati infine una struttura e medici disposti ad applicare il protocollo di sospensione, questo veniva messo in atto e si concludeva ad Udine il 9 febbraio 2009. Il27 febbraio2009,laProcura della Repubblicadi Udine apriva tuttavia un fascicolo ipotizzando l'accusa diomicidio volontario aggravato, a carico di Beppino Englaro, del primario del reparto e del personale che aveva partecipato all'attuazione del protocollo previsto dalla sentenza della Corte di Cassazione. Il28 novembre2009,la stessa Procura chiedeva l'archiviazione dell'inchiesta, dopo che una perizia sull'encefalodella paziente aveva confermato che i danni conseguenti all'incidente automobilistico del 1992 erano anatomicamente irreversibili. In data11 gennaio 2010il GIP del tribunale di Udine emetteva il decreto di archiviazione che metteva fine all'inchiesta.
A seguito di questi eventi, è stata presentata in parlamento la proposta di legge sul testamento biologico, di cui molto ancora si discute.
Alfredo Anzani
Nato nel 1944, si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Milano nel 1971 ed ha poi conseguito la specializzazione in Chirurgia Generale e in Chirurgia dell’Apparato Digerente e in Endoscopia Digestiva. Ha svolto la sua attività di chirurgo presso l’Istituto Scientifico Universitario Ospedale San Raffaele di Milano. Dal 1984 è stato professore a contratto presso alcune Scuole di Specializzazione della Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Milano e dal 2002, sino ad oggi, prosegue la sua attività di docenza presso l’Università Vita Salute, San Raffaele di Milano ove insegna “Etica clinica”. Dal 1982 si è, anche, dedicato agli studi di etica medica e ha frequentato un corso di perfezionamento in Bioetica presso il Kennedy Institute of Ethics della Georgetown University di Washington.
Attuale Segretario del Comitato Etico del San Raffaele, è Membro Corrispondente della Pontificia Accademia per la Vita. Dal 1995 al 2005 è stato Presidente della sezione milanese della Associazione Medici Cattolici Italiani ed è consigliere nazionale della stessa. Già Segretario Generale della European Federation of Catholic Physicians Association, dal 2004 ne è Vice-Presidente.
E’ autore di oltre 200 lavori scientifici, di cui 150 su temi di etica medica, e di vari libri tra i quali: Trapianti d’organi: problemi etici, aspetti sociali (Lauri, 1996), Medicina Sacerdozio (Arti Grafiche Colombo, primo volume 2004, secondo volume 2007, terzo volume 2010). Ha curato la pubblicazione dei seguenti volumi: Il medico di fronte al miracolo (2004), Anima tra scienza e fede (2005), Senso della morte e amore per la vita (2007), La preghiera: medicina dell’anima e del corpo (2008), A te grida il dolore innocente (2009), tutti per le Edizioni San Paolo.
Altri Ospiti
Patty Simon
Giovane cantautrice veronese, Patty Simon inizia la sua carriera in gruppi di cover band, finché nel 2006 con il brano “Madre Fenice” vince il Festival del Garda e il premio della critica “Jan Langosz” per il miglior testo inedito.
Dopo questo primo successo inizia una collaborazione con il conservatorio dell’Abbaco di Verona dove viene guidata dal direttore d’orchestra Andrea Mannucci nell’esecuzione di arie liriche e colonne sonore. Grazie a questo incontro artistico Patty Simon sarà poi esecutrice dell’opera di Mannucci “Canto del Moribondo e del Neonato”, con i testi della poetessa Ida Travi, che nel 2003 fu interpretata da Antonella Ruggiero.
L’anno successivo, il 2007, Patty Simon presenta il libro e il disco “Canto del Moribondo e del Neonato” da lei inciso e in quest’occasione esegue alcune arie dell’opera in presenza del critico musicale Enrico De Anglis che rimane stupito dal talento della ragazza.
Altre tappe importanti della carriera della giovane cantautrice sono la partecipazione alla trasmissione televisiva “Mille voci”, una serie di concerti nelle località del Lago di Garda, la partecipazione all’accademia di Sanremo Lab 2007 che la vede arrivare tra i 200 finalisti, l’apertura in Piazza Bra del concerto di Little Tony e la partecipazione al “Galà Della Guardia di Finanza” presso il Teatro filarmonico di Verona, evento al quale parteciparono anche numerosi altri artisti quali Giancarlo Giannini, Andrea Mingardi e Katia ricciarelli. In quell’occasione Patty eseguì il suo brano epico “In hell of princess” accompagnata scenograficamente dall’ordine delle lame scaligere.
Attualmente Patty Simon continua la sua collaborazione con gruppi di Verona per i loro progetti musicali, è stata "special guest" nel nuovo album dei Riul Doamnei, e con i musicisti della NABF4 STUDIO (Uccio Ghezzer, Cristian Pasin ed Alessandro Veronesi e Giampi Tomezzoli) ha fondato la band Moto Armonico riprendendo un progetto rock gotico con venature progressive che un tempo aveva messo da parte.
Parallelamente a questo è uscito il suo disco solista dal titolo "In Hell Of Princess", orchestrato ed arrangiato dal pianista veronese Paolo De Carli, che l’accompagnerà durante la sua esibizione presso Forte Ardietti in occasione dell’inaugurazione di MosaicoScienze.
"In Hell Of Princess" è un classico gotico in inglese nel quale la cantante esprime in ogni brano una visione gotica dell’amore, il sentimento immortale che unisce il principe Vlad e la sua amata Principessa senza nome.
Gruppo Pleiadi
Il Gruppo Pleiadi nasce nel 2009 dalla volontà di alcuni soci dell'Associazione Culturale Pleiadi di fare della divulgazione il proprio mestiere: attraverso laboratori didattici, mostre, eventi e manifestazioni i membri del Gruppo perseguono la loro finalità di comunicare la scienza e la tecnologia in modo semplice e divertente, ma senza per questo dover rinunciare alla correttezza delle affermazioni.
I soci che hanno dato vita al Gruppo Pleiadi sono professionisti della scienza, laureati in fisica, chimica, biologia, astronomia e con una forte formazione in comunicazione scientifica.
Come suggerito dal rapporto Rocard 2007, Pleiadi sceglie come mezzo primo per la divulgazione l'esperimento stesso, che gli operatori Pleiadi veicolano al fine di massimizzare l'efficacia della modalità diretta: la possibilità di sperimentazione attiva, in prima persona, dei misteri della natura e della tecnologia, pone al centro il fascino della scoperta scientifica e dunque l'uomo e la sua curiosità.
Alcuni progetti Pleiadi si rivolgono solo al grande pubblico, altri solo alle scuole, altri ancora hanno il carattere della versatilità e pertanto possono essere definiti sia d'intrattenimento sia didattici.
Pleiadi possiede inoltre un planetario digitale itinerante di ultimissima generazione: uno strumento unico, dalle innumerevoli potenzialità, per questo impiegato in tutte e tre le macroaree.
Il Gruppo Pleiadi è membro dell’Associazione ECSITE e parte dell’International Planetarium Society Inc.
I soci che hanno dato vita al Gruppo Pleiadi sono professionisti della scienza, laureati in fisica, chimica, biologia, astronomia e con una forte formazione in comunicazione scientifica.
Come suggerito dal rapporto Rocard 2007, Pleiadi sceglie come mezzo primo per la divulgazione l'esperimento stesso, che gli operatori Pleiadi veicolano al fine di massimizzare l'efficacia della modalità diretta: la possibilità di sperimentazione attiva, in prima persona, dei misteri della natura e della tecnologia, pone al centro il fascino della scoperta scientifica e dunque l'uomo e la sua curiosità.
Alcuni progetti Pleiadi si rivolgono solo al grande pubblico, altri solo alle scuole, altri ancora hanno il carattere della versatilità e pertanto possono essere definiti sia d'intrattenimento sia didattici.
Pleiadi possiede inoltre un planetario digitale itinerante di ultimissima generazione: uno strumento unico, dalle innumerevoli potenzialità, per questo impiegato in tutte e tre le macroaree.
Il Gruppo Pleiadi è membro dell’Associazione ECSITE e parte dell’International Planetarium Society Inc.
Ennio Spiranelli
Nato nel 1962 a Nembro, Ennio Spiranelli iniziò ad arrampicare all’età di 17 anni anche grazie ai più esperti Franco Nembrini, Luigi Rota e Alessandro Fassi.
Nei primi anni ’80 salì numerose vie nelle Dolomiti, Alpi centrali e Orobie, per spostarsi poi agli inizi degli anni ’90 nel gruppo del Monte Bianco.
Il Pilone Centrale del Freney, la diretta americana ai Drus, il Cervino, la cima Grande di Lavaredo e la parete nord est del Badile sono solo alcune delle tante salite che Spiranelli ha effettuate nelle Alpi.
All’alpinista bergamasco membro del CAAI Club Alpino Accademico è sempre piaciuto esplorare nuove zone ed in circa 30 anni di carriera ha effettuato una decina di prime ascensioni nel Gruppo della Presolana. Nel 1981 sale la via “A Federico” dedicata a Federico Madonna, il più veloce arrampicatore di tutti i tempi, e nel 1985 è la volta di Sa.Vi.An., via intitolata agli alpinisti Sandro Fassi, Vittorio Bergamelli e Andrea Cortinovis.
Nel corso degli anni poi Ennio Spiranelli sale molte altre vette, l’ultima delle quali è stata “In cammino con Marco e Cornelio”, dedicata a Marco Dalla Longa e Cornelio Cortesi, affrontata nel 2006.
Numerose anche le spedizioni extraeuropee con preferenza di zone poco conosciute: alle isole Svalbard Spiranelli sale tre cime inviolate; in Pakistan con la spedizione Gan Nambro al Broad Peak raggiunge la quota di mt 7100; sempre in Pakistan sale una via nuova nella valle di Charakusa e successivamente un’altra cima inviolata; in Alaska affronta un’arrampicata nella zona del McKinley e nel 2004 apre una nuova via in Groenlandia.
Durante l’inverno di quest’anno, infine, Spiranelli ha salito una nuova linea di ghiaccio in Val Canale sulla cima Valmora e due nel gruppo della Presolana.







