Uno studio dell’Istituto di Scienze Evolutive di Montpellier condotto in Senegal introduce un nuovo criterio per la selezione naturale: chi è più simile al padre ha più probabilità di sopravvivere
Mater certa est, dicevano gli antichi romani, il padre un po’ meno. Per questo motivo dal punto di vista delle selezione naturale, un bambino che fornisce la prova della paternità ha più probabilità di essere accettato dal genitore maschio e di ricevere quindi più attenzione, affetto, ma soprattutto cibo. Insomma, ssomigliare e odorare in maniera simile al proprio padre significa avere una chance in più rispetto ai propri fratelli. Lo riportano le conclusioni di una ricerca di Alexandra Alvergne, antropologa dell’Istituto di Scienze Evolutive di Montpellier in Francia, che ha dimostrato che nelle tribù senegalesi i bambini più simili ai papà ricevono più nutrimento e attenzione degli altri.
La scienziata ha prima stabilito la somiglianza, fisica e nell’odore corporeo dei bambini con il papà. 100 “giudici” provenienti da villaggi distanti da quello testato hanno osservato le foto dei bambini attribuendoli per somiglianza a uno fra tre possibili “padri”, mostrati sempre in foto. I giudici inoltre hanno annusato la maglietta del bambino e l’hanno attribuita ad altre magliette indossate dai possibili padri.
Successivamente la scienziata ha comparato alcuni parametri fisici (peso e robustezza delle braccia) dei piccoli con il loro punteggio di somiglianza con il padre vero. I bambini più simili ai padri erano più robusti e pesanti degli altri, prova che avevano ricevuto più cura e nutrimento dei loro meno fortunati fratelli.








